lunedì, 03 agosto 2009

Ancora pochi giorni e poi vado in ferie, esausto, stanco, privo di forze. Mesi d'intenso lavoro, di vita vissuta, notti insonni ma ricche di pathos. Ho bisogno di riposo assoluto. Come buen retiro ho scelto Santa Maria di Leuca, una casetta sperduta di fronte agli scogli, nel punto più meridionale del tacco d'Italia.. Ancora pochi giorni e poi via. Una valigia con poche cose, giusto l'essenziale e alcuni libri. Mare sole e  buone  letture, sane passeggiate, qualche buona compagnia, quattro chiacchere sul sesso degli angeli, deliziose cenette a base di pesce fresco. Questo è il programma minimo che mi prefiggo di rispettare. Ci rivedremo a settembre. Devo resistere fino a venerdi.

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martedì, 07 aprile 2009

Vengo da un lungo viaggio, ho attraversato cento anni di storia del movimento operaio, ho scavato, indagato, interpretato gli umori, le paure, le speranze, i dubbi, le viltà, i tradimenti. Ho visitato biblioteche e archivi, ho letto e riletto, scritto, cancellato e riscritte pagine su pagine. Ho fatto domande, interrogato, visitato molte case, ho incontrato molta gente, conosciuto molte persone. Gente simpatica, antipatica, socievole, chiusa, gretta, aperta, vogliosa di dire. Ho mangiato a casa di gente sconosciuta, ho ascoltato paziente le storie di vecchi, ho sorriso ai figli e ai nipoti. Ho incontrato belle donne che hanno rivalutato mariti, padri e nonni ascoltando storie dimenticate. Ho bevuto caffé, mangiato dolci, assaggiato liquori in queste case dove entravo per la prima volta.    Ho fatto nuove amicizie, trovati nuovi amori, brevi come devono essere gli amori passeggeri, senza passato e senza futuro. Ho dato e ricevuto.

E quando mi sentivo stanco di tanto girovagare me ne andavo in montagna a riposare, facendo lunghe interminabili passeggiate. Mi sedevo ai piedi di grandi castagni, d’antiche querce a rileggere i miei appunti. Me ne sono andato al cinema, ho visto Fortapasch, il film su Giancarlo Siani, giovane giornalista 26enne ucciso dalla camorra, sono entrato in piccoli teatri di periferia e ho goduto di vecchie commedie in costume. Ho fatto tante cose, ma poi viene il tempo di tornare al futuro, di sedersi dietro la propria scrivania, riprendere in mano le carte, il telefono, la gente di sempre con le domande di sempre. Ed io a rispondere, perché il mio mestiere è dare soluzioni ai problemi degli altri.

In una parola sono tornato.

Buongiorno amici ed amiche.

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lunedì, 26 gennaio 2009

No, non sono scomparso, anche se ne avrei avuto la voglia, di lasciare per qualche tempo questo Paese e andarmene, non so, in Francia, magari in Brasile, possibilmente alle Canarie, ovunque purché lontano dall’Italia. E invece sono semplicemente scomparso dal blog perché impegnato, in parte per lavoro, ma più complessivamente perché sto dedicando parte delle mie energie a completare un lavoro, un saggio storico, avendo finalmente, improvvisamente trovato chi me lo pubblica. Da tempo sto anche aspettando la pubblicazione, ormai certo, di un altro lavoro, ma in questo paese tutto è tremendamente complicato e anche trovare un finanziamento diventa una fatica d’Ercole. Naturalmente questo vale per quelli che sono fuori dai circuiti del potere!!

Penso che ne avrò ancora per qualche settimana, prima di consegnare le bozze finali e quindi chiedo anticipatamente scusa agli amici e alle amiche che mi hanno tempestato di messaggini chiedendomi che fine avessi fatto.

Anche sabato e domenica sono stato praticamente rintanato in casa a correggere, limare, aggiungere, eliminare, come ben sa chiunque si sia cimentato a scrivere. In questo sono stato favorito dal pessimo tempo, acqua e vento e freddo, che ha flagellato la mia terra. In verità sono almeno due mesi che non si toglie acqua da terra, con tutti i problemi idrogeologici che questo comporta in un territorio a rischio come quello in cui abito. Non a caso ci sono stati smottamenti, frane, allagamenti con qualche ferito e problemi per le linee ferroviarie locali. Che vogliamo fare? Con chi ce la vogliamo prendere? Con la natura ingrata? Con la terra in cui abito? Con le istituzioni che non funzionano? Con la politica ladrona? Di chiunque sia la colpa il problema rimane e per il momento ce lo teniamo, poi chi vivrà vedrà!

Per il resto tutto bene, la salute mi sorregge, i miei due amatissimi figli vivono la loro vita che va a meraviglia, il nipotino è più vispo che mai, la donna del bar sembra scomparsa dalla circolazione, ma in compenso è ricomparsa la bancaria.

Tra una cosa e l’altra c’è stato un ritorno di fiamma con una vecchia amica, una di quelle con le quali avevo litigato violentemente qualche tempo fa per motivi ideologici e c’eravamo giurato eterno odio. Ma poi le cose cambiano e pare che la pecorella sia ritornata sui suoi passi riconoscendo implicitamente che avevo ragione. Così mi ha telefonato per dirmi che se volevo potevamo rivederci una di queste sere. Mentre lei parlava a telefono mi è ritornato alla mente l’ultima volta che siamo stati insieme, ho risentito il profumo di pesca della sua pelle, il brivido delle sue gambe affusolate….non ho saputo dire di no…………..

 

 

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lunedì, 19 gennaio 2009

Oggi è la festa patronale di Castellammare di Stabia, mia città natale. Si onora San Catello, vescovo della città vissuto nel VI secolo. Quand’ero bambino questo giorno era per me motivo di gioia perché c’erano le bancarelle con le mille cose buone, dal torrone alle caramelle morbide e i giocattoli ed infine la processione con il santo, portato a spalle da una ventina di uomini robusti che si alternavano tra loro per non soccombere sotto il peso della statua lignea del Settecento. Lungo le strade attraversate dal santo, una folla enorme di popolo. Tutto questo avviene ancora oggi, ma ha perso gran parte della sua sacralità, e non solo ai miei occhi, ormai disincantati.

Io, comunque, sono in ufficio perché sono un “immigrante” e mi tocca di lavorare nella grande metropoli, ex capitale del Mezzogiorno, dove il santo patrono è San Gennaro, anche lui vescovo e martire.

Non fa freddo oggi, ma la giornata è grigia e probabilmente pioverà, ma che c’importa, tanto difficilmente uscirò dall’ufficio: troppe cose da fare, troppa gente da vedere, troppi appuntamenti, troppi problemi, troppo tutto!

Dalla mia finestra guardo i grattacieli del Centro Direzionale, uno dei quali è il più alto d’Italia con i suoi 129 metri. Questi si stagliano nel grigiore del cielo sempre più plumbeo e mettono malinconia. Stamane sfogliando il giornale leggevo la frase di Veltroni che, nel ricordare la figura di Luigi Sturzo, fondatore del Partito Popolare, poi Democrazia Cristiana diceva come l’obiettivo del PD sia quello di restaurare i valori dei democratici cristiani che hanno ispirato la prima repubblica!!!!!!!!!!!!! Verrà il giorno in cui commemorerà anche Mario Scelba, il massacratore degli operai comunisti e socialisti negli anni Cinquanta, il golpista Antonio Segni. Già lo stanno facendo con Giulio Andreotti, il grande manipolatore, tutti ai suoi piedi a lodarlo e a magnificarlo dimentichi di cosa ha rappresentato nella prima repubblica. Se le intenzioni di Veltroni sono quelle di ricostruire la Democrazia Cristiana con l’UDC, qualcuno glielo dica che vi è già ampiamente riuscito. Anzi l’ha pure superata, perché questo partito si presenta peggiore di quello che vuole imitare. Grazie Veltroni, grazie di imporci con il tuo modo di fare altri dieci anni di Berlusconite…..

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venerdì, 16 gennaio 2009

Lo dico senza problemi, Hamas non mi è mai stato simpatico, è il figliastro degenere dell’impero del male di Bush e camerati vari, partorito e cresciuto per essere contro. Ma come sempre accade questi si rivoltano poi contro chi li ha partoriti e allevati. Quello di Hamas è un movimento integralista e come tale antidemocratico. Uno stato palestinese governato da loro ucciderebbe sul nascere ogni prospettiva laica di progresso e di pace al popolo palestinese. Ma questo è un discorso che potremmo riprendere in seguito, ciò che importa oggi, quello che preme è porre fine alla strage degli innocenti operata scientificamente da Israele e dal suo potentissimo e modernissimo esercito, che, ricordo, è uno tra i più addestrati e meglio armati al mondo. E che questo sia vero lo dimostrano le cifre: 8 militari israeliani uccisi contro i mille palestinesi massacrati, di cui almeno 700 donne e bambini innocenti!!  

E dispiace che nella diatriba che dilania (??) l’occidente, quello che mangia gli spaghetti e il branzino, commenta le immagini di morte e di sangue, passando poi a parlare di donne e motori, che finge di indignarsi e poi applaude Israele, abbia assunto le difese della povera Israele le cui ragioni sarebbero state oscurate da Santoro, prendendo le distanze, anche una giornalista di sinistra (è ancora di sinistra?) come Lucia Annunziata. La sua presa di posizione contro la trasmissione di ieri sera di Anno zero, a suo dire, a senso unico, francamente se la poteva anche risparmiare. E per una volta sono d’accordo con Santoro, con la sua dura replica.

Noi che viviamo nel Paese più bello del mondo, ricco e grasso quanto basta, ed io in particolare che vivo in un angolo di questa nostra grande Italia dove trionfano il sole (?), il mare, la musica, la teatralità, le sceneggiate, la pizza margherita più buona del mondo, ma anche ricchi di camorra, di disoccupazione, di furbi incalliti, di politici ladri e di governanti incapaci, godiamoci quello che il convento ci passa. Ed io mi godo questa giornata di sole, prendendo il mio solito caffé al bar, scambiando quattro chiacchiere, dispensando consigli gratuiti, riempiendomi gli occhi delle belle donne che passeggiano lungo i viali del Centro Direzionale, privata della mia bella del bar che oggi non si è vista.

Insomma nel mondo si muore ma la vita continua indifferente e indisturbata, tanto a noi, infine, che c’importa. No?   Mica noi ci dobbiamo chiedere per chi suona la campana. L’importante è che essa non suoni per noi…….C’est la vie!!

 

 

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martedì, 13 gennaio 2009

Il 2009 non poteva iniziare peggio, dal punto di vista lavorativo, nel senso che mi trovo impegolato in una serie di situazioni che non mi consentono molti margini di libertà tra gente che mi ritrovo davanti alla scrivania, appuntamenti esterni in città e provincia, con puntate regionali. Insomma un calvario. Non che sia faticoso (è un termine che non conosco) ma sicuramente impegnativo sotto il profilo del dispendio d’energie e di tempo. Interessante sicuramente, perché parlare, incontrare, socializzare è sempre positivo, come positivo è risolvere le situazioni, superare problemi, fare felice qualcuno. Però questo comporta limitare i propri spazi privati, si sopprimono le pause e in definitiva il primo ad essere sacrificato è questo piccolo spazio che mi ero creato e che si chiama blog.

In questi giorni ho avuto modo anche di rincontrare la donna del bar ed ho capito che conosce il mio interesse per lei, ha saputo che mi sono informato muovendo i miei preziosi canali privilegiati. Di questa donna so praticamente tutto. Per ovvi motivi qui non mi dilungo su queste informazioni. L’ho capito che lei sa da come mi ha guardato, da come i nostri sguardi si sono incrociati e la luce che ha irradiato. Non era luce di simpatia, forse se avesse potuto fulminarmi con gli occhi lo avrebbe fatto senza pietà. Perché non l’avvicino? Perché non è mai sola, è sempre accompagnata da due, tre persone, colleghi di lavoro, amici. Ma io non ho fretta, prima o poi ce la farò. E’ pur vero che se lei avesse avuto per me un minimo d’interesse avrebbe trovato il modo per farsi avvicinare. Il fatto che eviti è sintomatico del suo disinteresse per me. Ma io non ho ancora iniziato a duellare. Posso anche fallire, posso stancarmi e lasciar perdere, ma di sicuro non le rimarrò indifferente!

Ho letto stamane dell’ennesima scissione in casa comunista, il buon Vendola che se ne va per formare in nuovo soggetto politico il cui compito sarà quello di unire la Sinistra! A furia di scindersi per unire, in Italia ci saranno più partiti comunisti che elettori disponibili a votarli! Che peccato!

 

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giovedì, 08 gennaio 2009

Sembra che la maggioranza degli italiani sia d’accordo con l’attacco israeliano contro i palestinesi perché, “se la sono cercata”!!! In treno, nei bar, per strada sento i commenti, le discussioni della gente tutte favorevoli, qualche parola di pietà solo per i bambini. “però anche loro con le fionde, le pietre, sono dei piccoli delinquenti”. Uno vorrebbe stare zitto, farsi i fatti suoi, ma come si fa? E allora mi capita d’inserirmi nelle discussioni, di dire la mia, a volte lo faccio con prepotenza, disgustato da quello che sento.

Anche ammettendo che i palestinesi “se la sono cercata”, non c’è proporzione nella reazione. Se uno ti da uno schiaffo, tu nella peggiore delle ipotesi puoi reagire con un pugno. Sicuramente non prendi un cannone e abbatti la sua casa ammazzando anche i familiari, che non ci azzeccano niente, come direbbe Di Pietro. I palestinesi hanno provocato 5 morti, ne hanno subito finora 700, di cui almeno 500 civili, donne e bambini innocenti, che nulla centrano con i combattenti in armi. Più di uno a cento!!  E le ragioni? 60 anni fa gli stati vincitori della seconda guerra mondiale, sull’onda del legittimo sdegno per il genocidio ebraico vollero dare uno stato agli ebrei, creando Israele. Ma facendo questo resero nomade un altro popolo, quello palestinese, divenuto a sua volta un popolo senza patria. Ospiti malvisti in casa loro!!  Sessanta anni non sono stati sufficienti alle potenze mondiali per sedersi intorno ad un tavolo e dare soluzione a questo problema. Sono ricchi solo d’ipocrisia. E la gente muore, continua a morire provocando nuove reazioni, alimentando il terrorismo, anche quello più becero, più cruento, quello che non guarda in faccia a niente e a nessuno, reso folle dalla sua stessa impotenza a cambiare i destini del mondo.

E noi qui a fare salotto, a lamentarci del superfluo, dei chili che abbiamo messo su in queste festività, della cappotto griffato che non abbiamo potuto acquistare, a giudicare e condannare chi muore sotto le bombe, infastiditi perfino dal telegiornale che trasmette impietosa le immagini di sangue dei volti terrorizzati, dei corpi martoriati. Tra uno spaghetto e un branzino, commentiamo….

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venerdì, 02 gennaio 2009

E così rieccoci in ufficio, oggi due gennaio 2009. L’esperienza della comune vissuta nel casolare sui colli delle Fontanelle è stata fantastica, peccato che all’appuntamento si siano presentati in 23 su 25. In due, una splendida coppia di compagni, tra i più allegri della comitiva, hanno dovuto rinunciare per impedimenti familiari. Per il resto, una meraviglia tutta da raccontare, che ripeteremo l’anno prossimo. Nove giorni di solitudine, fuori dal mondo civile a cucinare, mangiare, parlare, camminare, leggere, fare l’amore. Niente televisione, niente giornali, niente radio, solo musica e canzoni, due chitarre, un sax e un vecchio pianoforte portati dai compagni, per fare l’alba davanti al camino acceso, una decina di vecchi film in cassetta da vedere e rivedere. Abbiamo costruito la nostra piccola isola dove abbiamo proclamato per nove giorni la Repubblica socialista di Utopia. Lo consiglio a quanti, stressati da un anno di lavoro in ufficio e nelle fabbriche, sconsolati da un anno di governo dell’unto del signore, nauseati dalle facce d’ebete di gasparri, bossi, giovanardi, capezzoni e camerati vari, asfissiati dalla vita quotidiana, dai camorristi di turno e dai papponi d’ogni genere, sentono il bisogno di un sano riposo del guerriero.  

La cosa più triste è stata stamattina, quando ho dovuto lasciare i compagni, che hanno protratto la loro permanenza fino a martedì, per venirmene in ufficio per risolvere alcune questioni. Ci tornerò stasera, ma, come diceva il buon Veltroni qualche anno fa, quando ancora il berlusca era un avversario, non si può spezzare un emozione. Ricordate? Lo diceva a proposito della pubblicità che uccideva i film di qualità con le interruzioni continue. Così è!

Comunque sia ci siamo divertiti, e sesso con passione l’ultimo dell’anno l’abbiamo fatto (perché chi lo fa l’ultimo dell’anno lo fa tutto l’anno). Confesso di non avere avuto una grande prestazione: ero troppo fatto di troppi bicchieri di ottimo spumante italiano e troppo pieno di buone ma pesanti pastiere napoletane fatte dalle care compagne. Ma tant’è, neanche se ne sarà accorta visto che anche lei sapeva di spumante fin dal sapore della pelle e piastricciata di zucchero e cannella.

Viva il 2009, abbasso berlusca.

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martedì, 23 dicembre 2008

E così è finita. Oggi è il mio ultimo giorno di lavoro, ci rivedremo l’anno prossimo. La danza dell’apparire a tutti i costi è già iniziata, con vestiti, regali, pranzi, cene e settimane bianche, magari facendo un finanziamento a 24 rate pagabili da marzo 2009. Pochi sono quelli che rinunciano all’illusione della felicità a tutti i costi, da bruciare in dieci giorni, da pagare in 36 rate a tasso agevolato. Poi verrà gennaio e i nodi verranno al pettine, con il freddo, la fame e la fine dei sogni a poco prezzo.

Per quanto mi riguarda mi rifugerò a Sorrento, in casa d’amici, in un vecchio casolare, dove vivremo in 25 fino a capodanno, brinderemo con spumante italiano e mangeremo la vecchia, antica, buona pastiera napoletana, cena con pesce rigorosamente fresco, pescato da noi (no, non da me che sono incapace), pasta fatta in casa da compagne capaci e volenterose, come rigorosamente fatte da mani sapienti saranno pelati e bontà d’altri tempi come i sott’olio e i sott’aceti. E naturalmente struffoli, graffe e altre infinite bontà, tutte fatte dal gruppo di fuoco autoconvocatosi nel casale sul colle delle fontanelle da dove si rimira il golfo più bello del mondo.

Giocheremo a carte, parleremo di politica e d’altri tempi, costruiremo il futuro del nostro paese come vorremmo che fosse e parleremo del Partito che non c’è, quello che sogniamo di costruire, il Partito unico della Sinistra che inglobi le diverse schegge e rami spezzati, quello costruito dai giovani e dai meno giovani, da uomini e donne che credono in un’Italia migliore. Ma soprattutto cercheremo di goderci questi dieci giorni, mangiando, bevendo, giocando, parlando e facendo l’amore, del buon sano sesso che allunga la vita, ringiovanisce il corpo e migliora l’intelligenza.

Questo è amici, comincia il conto alla rovescia di queste ultime ore. Io con la mente già sono a Sorrento, nella comunità, anzi nella comune, come si diceva una volta tra compagni. A me non resta che augurare a tutti gli amici e a tutte le amiche, a quanti passano per leggermi e se ne vanno un sereno fine anno e un migliore spumeggiante 2009. Ma soprattutto ricordatevi: fate l’amore non fate la guerra!  

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giovedì, 18 dicembre 2008

Sono una persona di media intelligenza e di media cultura, con una vita alle spalle né migliore né peggiore di altre, forse più fortunata, a volte avventurosa, sicuramente ricca. Sono stato un protagonista, ma il più delle volte ho vissuto da mediano, facendo il lavoro oscuro e prezioso senza che questo sia stato riconosciuto da alcuno. Ho dato ordini e ne ho presi, di sicuro non mi vergogno di fare il semplice militante dopo essere stato un dirigente. La vita è un puzzle di difficile composizione e fino all’ultimo non inquadrabile. Vivo una fase politica molto difficile, da anni non ho più nessuna tessera di partito, anche se continuo a credere, nonostante tutto, in un’Idea di società, di governo della società, una Politica al servizio dello Stato, della collettività. In questo Paese di voltagabbana dove tutto è normale tranne che essere onesti è sempre più difficile credere che il cambiamento sia possibile, eppure bisogna andare avanti, nonostante tutto, nonostante loro.

Adesso che si avvicina il Natale e tutti si sentono autorizzati a mostrarsi buoni e gentili e generosi, anche se buoni e gentili e generosi non sono, io vengo preso da un senso di nausea e vorrei scappare e non incontrare nessuno fino al 7 gennaio. Mi fa senso questa carità pelosa, questi occhi finto umidi di chi finge di avere sulle spalle i peccati dell’umanità e finge di farsene carico.

Di queste feste mi piace però camminare tra la gente, specialmente se non la conosco e se nessuno mi conosce ed è per questo che preferisco andarmene a Sorrento, oppure a Napoli dove posso passeggiare più tranquillamente, anonimo tra gli anonimi. Anche in questi posti, naturalmente, mi capita d’incontrare persone che mi conoscono e che mi si avvicinano, ma questo è inevitabile. Non si cancellano tanti anni di vita pubblica. L’importante è che se ne riduca l’impatto e il fastidio si riduca ai minimi termini.   

E mi piace vedere le vetrine illuminate e gioiose, ricche di colori e di cose belle da vedere, mi piace vedere i bambini con gli occhi felice gustandosi i regali che avranno e le scorpacciate di cose squisite che mangeranno e mi piace vedere le donne vestite a festa, belle, eleganti, sorridenti, disponibili. Molto disponibili.

Passerò il Natale con amici fidati, compagni di una vita vissuta insieme e con altri che nel tempo si sono arruolati in questo strano gruppo di militanti senza partito, uomini e donne che amano la vita. Faremo l’alba bevendo e mangiando dimentichi delle diete ai quali siamo obbligati se vogliamo rimanere in forma. E neanche dormiremo la notte di capodanno ma probabilmente dormiremo poco in questi quindici giorni. E’ tempo di baldoria. Il 2009 lo lasciamo al 2009.

Ogni cosa a suo tempo.  

postato da: ULISSEUNO alle ore 07:36 | Permalink | commenti (27)
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